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Primo studio sul crowdfunding nel settore culturale in Svizzera

Più progetti realizzati, più finanziatori e più denaro raccolto: il crowdfunding è in forte ascesa. Per la prima volta, uno studio ha ora analizzato l’importanza e il potenziale del finanziamento partecipativo, ossia della raccolta di fondi in Internet, per la sovvenzione di progetti culturali in Svizzera. Nel quadro del Forum cultura ed economia, in corso di svolgimento oggi a Berna, il Consigliere federale Alain Berset ha illustrato i diversi aspetti di questo nuovo strumento di finanziamento.

Negli ultimi anni, il fenomeno del finanziamento partecipativo ha conosciuto uno sviluppo notevole a livello globale. La Svizzera non fa eccezione: solo nel settore culturale, nel 2014 sono stati raccolti circa 4,5 milioni di franchi attraverso piattaforme di crowdfunding. Oltre ad agevolare il sovvenzionamento di progetti culturali da parte di sostenitori privati, il crowdfunding favorisce in particolare una stretta interazione tra gli operatori culturali e il pubblico. Ciò non facilita soltanto la commercializzazione e la distribuzione di opere e servizi culturali, ma consente anche agli appassionati di cultura di partecipare attivamente alla genesi di un progetto e di conoscere da vicino i meccanismi della produzione culturale.

Incoraggiando i finanziamenti privati, il crowdfunding contribuisce alla varietà dell’offerta culturale in Svizzera. Esso crea nuove sinergie tra sostegno pubblico e privato, integrando gli aiuti forniti dalle istituzioni statali, supportando piccoli progetti e agendo da moltiplicatore. Di conseguenza la politica e la promozione culturale hanno un grande interesse ad acquisire maggiori informazioni sulla rilevanza del crowdfunding per la cultura in Svizzera. La Scuola universitaria professionale di Lucerna, che ogni anno esegue un monitoraggio del crowdfunding in Svizzera, su incarico della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e dell’Ufficio federale della cultura ha quindi realizzato uno studio in materia, che assume un ruolo pionieristico anche a livello internazionale.

Questo studio è stato presentato oggi al Forum cultura ed economia, che riunisce ogni anno attori pubblici e privati della promozione culturale. Il crowdfunding nella cultura sarà anche oggetto di un simposio, organizzato dalla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e dall’Ufficio federale della cultura, che avrà luogo il 2 giugno 2016 allo Stadtmuseum di Aarau. I risultati dello studio vi saranno presentati con l’ausilio di esempi tratti dalla prassi in Svizzera e all’estero. Si discuterà dell’importanza e del valore aggiunto del crowdfunding per il settore culturale, e una tavola rotonda verterà inoltre sul tema delle possibili sinergie tra enti pubblici, organizzazioni private di sostegno alla cultura e crowdfunding e del loro potenziale in ottica futura.

Lo studio oggi pubblicato sul finanziamento partecipativo in ambito culturale mostra che in questo settore nel 2014 le piattaforme di crowdfunding hanno permesso di raccogliere circa 4,5 milioni di franchi. Con poco meno di 1,5 milioni franchi e 216 progetti andati a buon fine, è stata la categoria «musica, concerti, festival» a beneficiare maggiormente di tale strumento. La somma media ottenuta varia notevolmente a seconda della categoria: mentre in quella appena citata essa ammonta a 6800 franchi, nel ramo «software, videogiochi» è pari ad esempio a 48’000 franchi, ciò che fa pensare a progetti più ampi che richiedono maggiori investimenti. Mediamente bastano 56 finanziatori affinché un’iniziativa di crowdfunding abbia successo. È fondamentale coinvolgere sostenitori fin dall’inizio: per le campagne esaminate che dopo un terzo del periodo di raccolta dei finanziamenti avevano già ottenuto il 40% della somma sperata, il tasso di riuscita è stato pari al 98,8%.

Link per lo studio

Informazioni ai media: Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia: Sabina Schwarzenbach, responsabile Comunicazione, Tel. +41 44 267 71 39, sschwarzenbach@prohelvetia.ch

Ufficio federale della cultura: Anne Weibel, Tel. +41 79 662 05 21 , anne.weibel@bak.admin.ch

Comunicato stampa della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e dall’Ufficio federale della cultura, 16.03.2016