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Scambi culturali con la Cina: bilancio intermedio

Pro Helvetia ha lanciato «Swiss Chinese Cultural Explorations» nell’autunno del 2008, quindi ha ormai alle spalle un anno di intensa collaborazione culturale con la Cina. Mentre laggiù il programma della Fondazione è in pieno svolgimento, da noi sta prendendo forma un festival cinese: nell’ambito di «Culturescapes 2010» verranno cioè presentati in tutta la Svizzera vari progetti del programma e altre 30 produzioni cinesi. Partner e sostenitori del festival saranno il ministero cinese della cultura e quattro regioni della Repubblica popolare.

A un anno dall’inizio, «Swiss Chinese Cultural Explorations» segue il suo corso. Scopo del programma, lanciato lo scorso autunno con un budget di 3 milioni di franchi e imperniato su coproduzioni elvetico-cinesi, è creare partenariati duraturi con enti organizzatori cinesi e aprire il Regno di Mezzo ad artiste o artisti svizzeri.

Sviluppo del programma in Cina

Nei mesi scorsi dieci progetti (dal cinema alla letteratura, dalle arti visive al teatro, dalla danza alla cultura gastronomica) sono stati realizzati su suolo cinese. Fra l’altro nel periodo estivo «Synthetic Times», mostra di ampio respiro sull’arte elettronica che ha potuto contare su una forte partecipazione svizzera, ha attirato a Pechino 60’000 visitatori. Molto apprezzato dal pubblico – i biglietti erano esauriti – è stato anche il «Sogno di una notte di mezz’estate», che ha visto lo Zürcher Ballett collaborare con attori cinesi e con la Shanghai Symphony Orchestra. Quest’autunno sono previste in Cina ben 14 produzioni, fra cui «Multilingual Typography» (progetto gravitante intorno ai caratteri della scrittura), proiezioni di film svizzeri (in apposite sale di Pechino e Nanchino), «Criss & Cross» (mostra di design itinerante in quattro città), «Crosslink Music» (progetto che intreccia le culture dei due paesi) e «Timelapse» (in cui artisti mediatici svizzeri cooperano con colleghi cinesi). Altre 15 produzioni interesseranno la Cina nei primi mesi dell’anno prossimo; il ricco programma si concluderà a fine maggio 2010 con l’inaugurazione dell’Expo di Shanghai.

E in Svizzera…

Manifestazioni artistiche così varie dovrebbero essere fruibili non solo per il lontano pubblico cinese ma anche per quello nostrano; l’auspicio si realizzerà grazie a un’intesa fra Pro Helvetia e il festival basilese «Culturescapes», che consentirà di presentare in tutta la Svizzera, nell’autunno del 2010, 15 coproduzioni e altri 30 progetti cinesi. Il festival comprenderà fra l’altro il progetto teatrale «The Mystery» (sulle forze considerate guaritrici nelle due culture) e l’intervento musicale del gruppo jazzistico svizzero-cinese «Sonic Calligraphy».
Il grande interesse alla collaborazione anche da parte asiatica è dimostrato dal fatto che saranno partner ufficiali del festival sia il ministero cinese della cultura sia quattro regioni della Repubblica popolare. Assumendosi le spese di viaggio, di trasporto, di visto e di assicurazione per gli artisti cinesi, questi enti confermano un impegno crescente nel promuovere la creazione artistica attuale del loro paese.

Possibilità e limiti della collaborazione

Negli ultimi anni la realtà culturale della Cina contemporanea ha avuto uno sviluppo rapidissimo: sono sorti centri culturali, festival e nuovi spazi per la cultura, e gli operatori cinesi del settore sono molto interessati a esperimenti o a nuove forme d’arte. Questo ambiente dinamico influisce anche sulla creatività degli artisti svizzeri: tutto sembra possibile, la flessibilità è un must. Alle complesse procedure di autorizzazione degli eventi si affianca d’altronde, per ogni progetto, la questione della fattibilità e della censura; emergono inoltre spesso ostacoli di natura amministrativa. Questa la sintesi di Angela Wettstein, responsabile del programma: «le équipes di Pro Helvetia a Shanghai e a Pechino si sono rivelate indispensabili per la creazione di nuovi rapporti in quanto assistono gli artisti svizzeri durante le loro ricerche, danno consigli in caso di malintesi culturali e linguistici, curano le relazioni coi nostri partner cinesi, fungono da intermediarie in situazioni delicate e aiutano a risolvere le crisi.»

A fine anno sarà il Consiglio di fondazione a decidere se portare avanti, dall’estate del 2010, l’ufficio di Pro Helvetia in Cina che oggi si occupa del programma.

Altri ragguagli su «Swiss Chinese Cultural Explorations» si trovano sul nostro sito web (www.prohelvetia.ch/Swiss-Chinese-Explorations).

Informazioni ai media: Sabina Schwarzenbach, responsabile Comunicazione, tel. +41 44 267 71 39, fax +41 44 267 71 06, sschwarzenbach@prohelvetia.ch

Comunicato stampa della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, 12 ottobre 2009