SwissGames alla Gamescom 2025: una retrospettiva (Parte 2/2)

Design
Stickers SwissGames alla Gamescom 2025
Stickers SwissGames alla Gamescom 2025 © PVM Production

In quanto una delle principali fiere per i videogiochi a livello mondiale, la Gamescom costituisce un’eccellente vetrina per mettere in mostra i titoli in uscita. SwissGames ha colto l’occasione per una presentazione im pompa magna delle nuove proposte svizzere in questo settore. Nella seconda parte della nostra retrospettiva, gli sviluppatori ci raccontano le loro impressioni. 

Promozione, networking, matchmaking: la Gamescom offre straordinarie opportunità di allacciare e coltivare contatti all’interno del settore videoludico e, naturalmente, anche di conoscere e scoprire nuovi giochi. Pure quest’anno, Pro Helvetia era presente a Colonia con la sua iniziativa SwissGames per portare i videogiochi svizzeri sotto i riflettori internazionali. A catalizzare le attenzioni è stato lo stand SwissGames nell’area business della fiera (padiglione 4.1). Presso la «Indie Arena Booth» nel padiglione 10.2, cinque studi svizzeri hanno inoltre potuto presentare versioni giocabili delle loro produzioni più recenti. Il successo di SwissGames ha così consentito a svariate migliaia di appassionati di conoscere il settore videoludico elvetico.  

Una selezione accurata

«La partecipazione alla Gamescom sotto il marchio SwissGames si è rivelata molto fruttuosa, dato che gli studi della delegazione hanno tratto grandi vantaggi dai contatti diretti con gli addetti ai lavori del settore. Gli studi in questione sono stati scelti da una giuria internazionale», afferma Adriana Garibay, specialista della divisione Game Design di Pro Helvetia.

Oltre a requisiti di carattere generale, i giochi selezionati devono rispondere anche a criteri specifici. Avvalendosi della sua pluriennale esperienza, la giuria valuta se gli studi soddisfano le condizioni necessarie. Come tiene a sottolineare Adriana Garibay, gli studi che partecipano alla Gamescom «sono presenti a Colonia con obiettivi chiari. È inoltre importante che i giochi risultino convincenti sotto il profilo qualitativo e si trovino in una fase di sviluppo adatta alla presentazione durante una fiera così grande e importante».

Un sostegno alla partecipazione a una fiera presuppone tutta una serie di requisiti generali, precisa Adriana Garibay: i progetti devono ad esempio beneficiare di altri cofinanziamenti pubblici o privati. Inoltre, devono distinguersi in termini di «originalità, fattibilità, carattere innovativo e capacità di rispondere alle esigenze del mercato» e vantare «contenuti che si contraddistinguono per il loro approccio originale». «Le persone responsabili del progetto devono per giunta detenere i relativi diritti d’autore e di utilizzazione».  

Tra i progetti che rispondono in pieno ai criteri appena citati figura «Kohlrabi Starship», un accattivante gioco di farming ambientato in un lontano futuro in cui gli ecosistemi terrestri sono stati sfruttati all’osso e distrutti. Con la nave spaziale di sua nonna, l’eroina protagonista viaggia verso galassie lontane per creare un’arca per piante e animali e trasformare il suo pianeta in un’oasi fiorente. «Kohlrabi Starship», sviluppato da Katja Wolff di Zurigo e dal suo studio Whimsical Wolff Games, ha peraltro già beneficiato a più riprese del sostegno del programma SwissGames: la sviluppatrice ha infatti potuto partecipare a diverse fiere di videogiochi e nel 2024 ha pure potuto avvalersi di un mentoring di  «She Got Game», iniziativa su cui torneremo più tardi.  

Katja Wolff zeigt ihr Spiel «Kohlrabi Starship».
Katja Wolff presenta il suo gioco «Kohlrabi Starship».  © Whimsical Wolff Games 

Katja Wolff ha partecipato alla Gamescom di quest’anno con una demo del suo gioco realizzata appositamente per l’evento. «Il mio obiettivo era di ottenere un sostegno per lo sviluppo di “Kohlrabi Starship” a livello finanziario e di marketing e per quanto concerne la traduzione e il porting, per cui ho puntato soprattutto ad allacciare contatti con i produttori», afferma la sviluppatrice. Al tempo stesso, ha potuto imparare molto dagli scambi con le esperte e gli esperti presenti in gran numero. «Altrettanto utile e gratificante è stata l’opportunità di parlare con gli appassionati di videogiochi e di guardarli mentre giocavano, così da trarne spunti per migliorare ulteriormente il gioco», sottolinea con soddisfazione Katja Wolff. «Perciò anche quest’anno sono stata presente con uno stand alla Indie Arena Booth».

Das Spiel «Kohlrabi Starship» auf der Gamescom 2025
Das Spiel «Kohlrabi Starship» auf der Gamescom 2025 © PVM Production

Proviene da Zurigo, e precisamente dallo studio Ohnsinn, anche «Monuments to Ruin», un gioco strategico a turni «tower defense» in cui i giocatori devono difendere gli ultimi bastioni dell’umanità contro una nebbia pervasiva da cui sbucano continuamente orde di mostri. «Alla Gamescom abbiamo portato una build realizzata appositamente per l’occasione», afferma Nino Coaz, game designer di Ohnsinn. «Si tratta di una versione leggermente alleggerita della fase di sviluppo attuale del nostro gioco». 

Teil der Indie Arena Booth: «Monuments to Ruin» von Ohnsinn.
Protagonista alla Indie Arena Booth: «Monuments to Ruin» di Ohnsinn.  © Ohnsinn 

Come nel caso di «Kohlrabi Starship», alla Indie Arena Booth è stato possibile testare una versione giocabile di «Monuments to Ruin». Secondo Nino Coaz, due sono stati i grandi vantaggi offerti dalla partecipazione alla fiera. «Da un lato abbiamo svolto diversi colloqui con produttori e investitori, che speriamo potranno sfociare in una partnership». Inoltre, si è trattato della prima opportunità per Ohnsinn di presentare una demo del gioco al pubblico. «Di conseguenza abbiamo ricevuto una miriade di riscontri e di attestazioni di interesse, il che è estremamente motivante e stimolante», si rallegra Coaz. SwissGames ha peraltro già sostenuto «Monuments to Ruin» con un contributo alla preproduzione e un contributo alla produzione.

Tra i protagonisti della delegazione svizzera alla Gamescom figura anche natsha , presente già per la terza volta a Colonia con «Psychotic Bathtub». «Psychotic Bathtub» è un gioco narrativo che si confronta con il tema della malattia mentale su un piano astratto e artistico. Immersa in una vasca, la protagonista Ophelia vive un episodio psicotico; i giocatori possono influenzare gli eventi mediante le loro decisioni. Nel quadro della Indie Arena Booth, la sviluppatrice zurighese Natasha Sebben ha presentato una demo esclusiva del gioco che includeva cinque finali diversi e alcuni filoni narrativi inediti. «Abbiamo potuto incontrare nuovamente la nostra community: ciò è molto importante per noi», dichiara Natasha Sebben. «La community è parte integrante di “Psychotic Bathtub” e accompagna e influenza attivamente il suo processo di sviluppo». La presenza a Colonia ha inoltre permesso di allacciare nuovi contatti con i professionisti e professioniste del settore, di rinsaldare quelli esistenti e di combinare diversi incontri con la stampa. Pro Helvetia ha già sostenuto questo ambizioso progetto con tre contributi (alla preproduzione, alla produzione e alla postproduzione), ha consentito a natsha di partecipare a diverse fiere e ha messo in contatto la sviluppatrice con Rufus Kubica (11 bit studios), un mentore di grande esperienza. «Siamo estremamente grati per quest’opportunità», ci tiene a sottolineare Natasha Sebben.

«Psychotic Bathtub»: Impressionen vom Gamescom-Auftritt. 
«Psychotic Bathtub»: impressioni dal Gamescom. © natsha 

La delegazione alla Gamescom di quest’anno ha portato alla ribalta anche diversi progetti patrocinati nel quadro dell’iniziativa «She Got Game», con cui Pro Helvetia sostiene sviluppatrici di videogiochi di talento e, pertanto, le pari opportunità nell’industria videoludica. Nato tre anni fa, il programma dopo una fase pilota è ora stato inserito tra le attività di sostegno regolari di Pro Helvetia. «She Got Game» offre diverse misure, tra cui coaching su misura, input talk ed esercitazioni di pitching. Le partecipanti possono inoltre ottenere un contributo di 3000 CHF per la realizzazione di un prototipo. Oltre che alla Gamescom di Colonia, finora le sviluppatrici supportate hanno avuto l’opportunità di partecipare all’Africa Games Week di Città del Capo e all’Exposición de Videojuegos Argentina (EVA) in Argentina.

«She Got Game» non sostiene solo studi svizzeri, ma anche sviluppatrici del resto del mondo. Tra le protagoniste femminili presenti a Colonia figura, ad esempio, Nathaly Kalantar Cuellar di Lima: il suo Studio Inmerxia ha sviluppato «Culture Party VR», un gioco di realtà virtuale che consente di scoprire più da vicino le danze peruviane. «Abbiamo presentato una versione pre-alpha di Culture Party VR che includeva le azioni fondamentali, un’ambientazione di gioco completa e il sistema di interazione centrale», ci racconta la sviluppatrice peruviana. Lo scopo della presentazione era di ottenere riscontri sull’esperienza di gioco, sull’assenza di barriere e sulla rappresentazione culturale prima del passaggio del progetto alla fase vertical slice. 

Nathaly Kalantar Cuellar von Inmerxia. 
Nathaly Kalantar Cuellar di  Inmerxia.  © Inmerxia 

Grazie alla partecipazione alla delegazione SwissGames, abbiamo potuto entrare in contatto con produttori, curatrici e curatori nonché altri creativi che condividono la nostra passione per i videogiochi che si distinguono per i loro contenuti e la loro valenza culturale», afferma Nathaly Kalantar Cuellar. In occasione della presentazione di «Culture Party VR», il suo studio ha potuto raccogliere preziosi feedback dal pubblico presente, che potranno essere sfruttati per ottimizzare i meccanismi di interazione e l’approccio narrativo. La sviluppatrice peruviana ha parole d’elogio pure per le sessioni di networking e il mentoring di SwissGames: entrambe le misure hanno dato a Inmerxia «maggiore visibilità e fiducia per pianificare le prossime fasi di produzione e partnership». 

Per gli studi invitati, la vetrina offerta da SwissGames si è quindi rivelata estremamente proficua. Per scoprire cosa hanno detto al riguardo gli altri studi presenti a Colonia, vi invitiamo a leggere la prima parte della nostra retrospettiva sulla Gamescom.

Am SwissGames-Stand anspielbar: «Culture Party VR» von Inmerxia.
In prova allo stand SwissGames: «Culture Party VR» di Inmerxia. ©  Inmerxia 

A proposito di SwissGames

Su iniziativa della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, SwissGames presenta il settore svizzero dei videogiochi, sia in Svizzera che all’estero. La nostra missione principale è aiutare le sviluppatrici e gli sviluppatori svizzeri ad acquisire visibilità, creare contatti all’interno dell’industria globale dei videogiochi e accedere a nuovi mercati. Sotto il marchio SwissGames, organizziamo e sosteniamo la partecipazione svizzera a eventi importanti durante tutto l’anno, con le nostre delegazioni principali presenti alla Gamescom, alla GDC e al Nordic Game.